Stomachion

sabato 15 agosto 2026

Darkwing Duck: Negaduck

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All'interno della saga televisiva di Darkwing Duck, la mitica serie nata da una costola dell'altrettanto mitica Duck Tales, faceva il suo esordio un cattivo piuttosto particolare che costituiva una sfida difficile per io nostro Doppia D: Negaduck.
Proveniente da un universo parallelo, il Negaverso, Negaduck era, infatti, la versione malvagia di Darkwing Duck, un po' come anni dopo il Batman-che-ride per il Batman regolare. Con il ritorno di questo universo narrativo nei fumetti grazie a Dynamite, anche a Darkwing Duck sono stati dedicati nuovi progetti e tra questi c'è proprio una miniserie di 8 uscite dedicata al suo alter ego. Scritta da Jeff Parker per i disegni di Ciro Cangialosi, è suddivisa in due macrostorie di quattro puntate ciascuna. Nella prima i due autori imbastiscono una ricerca del mitico "guando di Mida", un guanto che, appunto, darebbe i poteri del "tocco di mida"; nella seconda, invece, troviamo Negaduck a capo di un gruppo di criminali nascosti in una misteriosa isola da qualche parte nell'oceano.
I due archi narrativi, raccolti da Panini Comics in altrettanti volumetti, risultano ticchi di gag che rinverdiscono i fasti della serie televisiva, riprendendo degnamente anche il personaggio di Negaduck, arrogante e sopra le righe proprio come chi ha visto la serie lo ricordava. Non ha ovviamente alcun senso ripercorrere tutti i riferimenti supereroisici in un personaggio e una serie televisiva che nascono proprio per esserne parodia, ma non una parodia ricca di ridicolaggini, ma una che vuole essere al tempo stesso divertente, ma anche omaggiare lo spirito del genere supereroistico. Cosa che alla fine è proprio quello che riescono a fare Parker e Cangialosi.

Scienza take away #24: luglio-agosto 2026

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Dopo l'edizione un po' povera di Matematica in vacanza, ecco il consueto recap dei post extra-matematici usciti nel periodo tra metà luglio e metà agosto.
Partendo da DropSea e andando in ordine cronologico, troviamo una selezione di alcuni articoli interessanti nel campo della didattica della fisica. In particolare ne trovate uno su una applicazione dell'intelligenza artificiale alla didattica, che conto di approfondire, probabilmente su EduINAF.
Poi, in tema astronomico, ecco Callicore, testimone del passato, intorno ad alcune nuove scoperte su uno dei tanti satelliti di Giove, Callicore, appunto.
Il tema del mese, però, come ben sapete, è stata l'eclissi di Sole del 12 agosto 2026, la cui totalità si è vista soprattutto in Spagna. E a questa ho dedicato un breve post scritto pensando al pilota di Formula 1 Fernando Alonso. All'interno trovate un passo tratto da Il piccolo libro delle eclissi di Marco Bastoni che ho recensito su EduINAF.

venerdì 14 agosto 2026

Matematica in vacanza #8: luglio-agosto 2026

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Secondo appuntamento dell'estate 2026 con Matematica in vacanza, il link post con cui ricapitolo le mie uscite a tema matematico nel corso del mese precedente quando il Carnevale della Matematica non va in onda.
Questa ottava edizione in totale è piuttosto light, con pochi contenuti da segnalare.
Iniziamo con un breve post sui mondiali di calcio, in cui segnalo un articolo dove i rivercatori hanno fornito non solo una previsione del vincitore, inclusa la squadra che avrebbe sconfitto in finale, ma di tutto il tabbellone della fase eliminatoria: una lettura interessante alla luce di quanto accaduto!
La fisica delle pecore è, invece, un excursus su alcuni modelli che studiano sistemi complessi applicati ai greggi di pecore. Anche in questo caso risultati parecchio interessanti.
Infine nei Paralipomeni di Alice ecco La cena dei figli, con la soluzione del terzo dei tre rompicapi tratti dal decimo nodo di A tngled tale. Nella serie mancherebbe ancora il secondo di questi tre rompicapi conclusivi, ma conto di pubblicarlo nelle prossime settimane, sia per concludere degnamente tutta la serie, sia per poterlo proporre direttamente al prossimo Carnevale della Matematica.
Il resto a domani con Scienza take away.
In apertura mio disegno colorato e leggermente modificato con Gemini

Tutta mia la città: sopra i tetti di Brera

Quando ero più giovane e guardavo tanta televisione, ascoltavo anche molta più musica italiana. E fu proprio grazie a una trasmissione televisiva che scoprii alcuni grandi capolavori degli Equipe 84 nella reinterpretazione del loro cantante, Maurizio Vandelli, che dopo lo scioglimento della band era tornato alla musica nel 1989. Quello stesso anno venne mandata in onda la seconda stagione di Conto su di te!, game show ideato (tra gli altri) da Jocelyn Hattab. E probabilmente fu proprio in quell'occasione che ascoltai per la prima volta Tutta mia la città, in cui mi rimase impresso il verso
un deserto che conosco
e che è ritornato prepotente in questi giorni di caldo che sto passando a Milano.
In effetti in giro la città è semi-deserta: si vedono poche persone sui mezzi e per le strade, per lo più turisti, nemmeno tanti come un mese fa, a dire il vero.
Come ho scritto un paio di giorni fa, è venuta all'Osservatorio Astronomico di Brera una troupe del Tg regionale della Rai, e con Agnese Mandrino li abbiamo portati su in cupola, occasione che mi ha permesso di scattare un paio di foto allo skyline di Milano, o quanto meno al pezzo della città che si può vedere da lì sopra:

mercoledì 12 agosto 2026

Una (non) eclissi a Milano

Post modificato dopo la prima pubblicazione con ssitemazione delle foto, formattazione, aggiunta delle foto e del video incorporato.
La diretta EduINAF dedicata all'eclissi del 12 agosto 2026 (più sotto il link per vederla, o il video incorporato, non apoena modificherò il post, che sto scrivendo da cellulare) si è conclusa da qualche decina di minuti e ora mi appresto a cenare.
È stata un po' caotica, tra collegamenti a singhiozzo, nuvole, connessioni che non andavano (sono pure andato in scena per pochi minuti quando Federico ha avuto proprio problemi di connessione...), ma alla fine non è andata male!
E sono anche riuscito a scattare un paio di foto al cielo mentre l'eclisse era vicina al picco:
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martedì 11 agosto 2026

La grande inondazione marina

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In un agile volumetto di poco più di cento pagine sono raccolti due racconti di Paolo Sista (che abbiamo già incontrato ne L'orrido verde) di evidente ispirazione lovecraftiana, La grande inondazione marina, che da il titolo al libercolo, e La scogliera.
Il primo ha una sinossi interessante: il protagonista si sveglia sulla spiaggia dopo una catastrofe geologica, per riprendere anche quanto scritto in quarta di copertina. L'esecuzione, però, non è stata di mio completo gradimento. Tra porzioni del testo che sembrano uscite da un verbale dei carabinieri, e una scrittura che cerca di trasmettere la mente delirante del protagonista, ma che in ultima analisi rischia semplicemente di annoiare, a meno di non saltare pezzi del testo (cosa che non nascondo di avere fatto), ci si perde in un racconto che da un lato avrebbe sicuramente giovato di una formattazione differente (maggiore spaziatura tra alcune porzioni del testo, uso di font differenti tra le varie porzioni del racconto), e dall'altro di una riduzione qua e là del testo stesso.
Più efficace mi è sembrato, invece La scogliera, in cui si racconta di un incontro un po' particolare di un guardiano notturno con un gruppo di persone evidentemente dedite al culto di uno dei Grandi Antichi. Forse solo il finale, che sembra più una troncatura che un riportare la storia alla sua normalità, poteva essere cesellato un po' meglio, ma a parte questo abbastanza trascurabile dettaglio, l'ho gradito molto di più del racconto titolare del titolo.

domenica 9 agosto 2026

Topolino #3689: L'ultimo spettacolo

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione dell'immagine, correzioni varie e formattazione.
Mentre proseguono le copertine estive dalla colorazione un po' anni Novanta (chi ha pensato a Minni&Company?) arriva alla sua conclusione la serie Circus con, appunto, L'ultimo spettacolo.
Il circo Shadow vede chi lo inseguiva, raggiungerlo, un po' come il passato che chiede il conto. E nel frattempo i suoi componenti dovranno interrogarsi sul futuro del circo e, soprattutto, se riporre fiducia nell'ultimo arrivato, Mick.
Giovanni Di Gregorio, per l'occasione riunitosi con Paolo Mottura, che ricordo disegnò il primo episodio di Circus, confeziona una degna chiusura perla serie. Solo la scelta finale di Mick lascia un po' perplessi e, diciamolo, anche con l'amaro in bocca, nonostante i disegni di Mottura sembrano dire che, in fondo, i sogni non possono restare rinchiusi troppo a lungo.
Per il resto il numero non propone nulla di realmente rilevante: una nuova storia dedicata ai viaggi dei paperi in Europa, I viaggiatori dell'Olimpo di Alessandro Ferrari per i disegni di Umberto Sacchelli e Giulia Lomurno, che ha il pregio di cambiare direzione un paio di volte permettendo al lettore di non sedersi troppo sugli allori di una storia già vista; la conclusione con il solito litigio tra vicini, questa volta con Anacleto, ne Il pisolino impossibile di Danilo Deninotti e Marco Palazzi, che però invece di farmi ridere, mi ha fatto passare tutto il (per fortuna) breve tempo di lettura pensando più all'assurdità della vicenda che alla sua presunta ridicolaggine.

sabato 8 agosto 2026

DuckTales: Ai quattro angoli del globo

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La serie televisiva DuckTales arrivò sul piccolo schermo nel lontano 1987. Con una sigla travolente che ancora oggi molti ricordano, portò per la prima volta il personaggio di Zio Paperone a essere protagonista quasi indiscusso delle varie puntate. Le avventure vissute dai paperi nel corso di quei 100 episodi, cui va aggiunto anche un film, Alla ricerca della lampada perduta, di produzione francese se la memoria non mi inganna, erano basate soprattutto sulle storie di Carl Barks pubblicate su Uncle Scrooge.
Gli ideatori della serie ebbero, però, tutta una serie di idee interessanti che si discostarono comunque in maniera evidente dalle storie barksiane: prima di tutto allontanarono Paperino facendolo arruolare nella marina; a quel punto i nipotini vennero affidati a Paperone; al fianco di quest'ultimo si trovava un maggiordomo fisso, nello stile italiano, ma con fattezze diverse, tale Archie, mentre per aiutarlo con i nipotini c'era la tata Bentina, generalmente chiamata... Tata, che a sua volta aveva una nipote, Gaia. Il cast era completato da Fenton, il contabile di Paperone (ma nei fatti una specie di tuttofare) e, soprattutto, il mitico Jet McQuack, pilota d'aerei piuttosto maldestro.
Visto il grande successo della serie, al cui interno venne introdotto un supereroe, ispirato a Robocop, ovvero Robopap, sotto la cui armatura, costruita da Archimede, si nasconde proprio il buon Fenton, venne lanciato uno spin-off che a sua volta ebbe un altrettanto grande successo, Darkwing Duck. Il collegamento tra le due serie era Jet McQuack, che si era trasferito nella città di Doppia D per fargli da assistente.
La serie ebbe un revival tra il 2017 e il 2020 per un totale di 69 puntate.

venerdì 7 agosto 2026

Paperinik #115: L'ultimo desiderio

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Rispetto al numero precedente, la selezione delle storie di Paperinik proposte a luglio è decisamente più interessante grazie a Il giorno di ghiaccio di Carlo Panaro e Marco Mazzarello, storia dalle atmosfere supereroistiche che nella sua uscita originaria, su Topolino #2851 era abbinata, se la memoria non mi inganna, a un gadget paperinikiano. Purtroppo posso dire poco altro sul resto del sommario, visto che la parte centrale dell'albo vede una stampa difettosa, che ripropone pagine già stampate in precedenza in luogo delle storie previste. Così possiamo passare agevolmente alla storia inedita di francesco Testi e Giovanni Preziosi, L'ultimo desiderio.

Questione di prospettive

Quando è iniziato agosto, nella mia mente avevo intenzione di uscire con un post al giorno. Di idee ne avevo, indubbiamente, e in aggiunta quest'anno sono costretto a passare tutto il mese a Milano, senza ferie. Poi, però, mi sono ritrovato a pubblicare poco e scrivere tanto: ero in ritardo con la scrittura di alcune recensioni, uno di quei contenuti che in effetti, in settimane fiacche come questa che sta volgendo al termine può essere tirato fuori alla bisogna. Solo che alla fine ne ho pubblicata solo una.
Il perché e il percome alla fine non ho dato fondo a queste bozze è legato in parte al voler dare la priorità alla scrittura di cose nuove, in parte all'intima volontà di non monopolizzare il blog, per quanto per una decina di giorni, esclusivamente con delle recensioni. E, come scritto all'inizio, c'era poi quella sorta di tranquillità, forse rassegnazione (che ho da almeno un mese) che avrei passato agosto a Milano.
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Fino a fine luglio ho avuto in corso d'opera un assegno di ricerca, che non prevede le ferie: questo voleva dire, semplicemente, che in questo periodo, compatibilmente con le ferie del resto della redazione di EduINAF, potevo tranquillamente spostarmi e tornare in Calabria e nel caso lavorare da giù. Con agosto, però, è iniziato un nuovo contratto a Tempo Determinato (TD), che da diritto alle ferie. Che però non ho ancora maturato e dunque non posso ancora andare in ferie. In più nel periodo iniziale non posso nemmeno accedere allo smart (il lavoro da casa) e dunque ecco che tutto si è combinato per un agosto milanese.
In pratica quello che mi ha portato al TD è stato il terzo concorso sul posto di lavoro che occupo. Una necessità sorta a causa della mancanza di stabilizzazione da parte dell'INAF e della conseguente incertezza sul futuro. Onestamente ne avrei fatto a meno, del concorso intendo, ma i vantaggi che si porta dietro il TD sono indubbiamente molteplici, inclusa la possibilità che, quando sarà il momento giusto, potrei evitarmi il quarto concorso per un posto di lavoro che già occupo da diversi anni (quasi un decennio, mi pare).
Se vi sembro un po' polemico su tutta la situazione, semplicemente è perché lo sono. E mi sto anche trattenendo.
Non voglio approfondire oltre questa faccenda, altri lo hanno fatto e lo stanno facendo in lungo e in largo. E certo molti più dall'esterno che dall'interno, o dal punto di vista dei precari. Forse potrei perderci del tempo in futuro. E forse no. Per ora cercherò di sfruttare nel modo migliore possibile il mese che mi si para davanti.

giovedì 6 agosto 2026

Il circo di Satana

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Eleanor Furneaux Smith è stata una giornalista e scrittrice britannica dalla vita fin troppo breve. Con all'attivo una decisna di romanzi e due racconti, alcuni di essi anche portati sul "grande schermo", ha raccontato in particolare la vita nomade dei rom e del circo. Ed è proprio su un circo particolare che si concentra uno dei due racconti pubblicato all'interno della collana de I singoli de "La biblioteca di Lovecraft", una storia dal gusto gotico ambientata sotto il tendone di un circo inquietante sempre in viaggio, quasi in fuga, e gestito da una coppia amorale di marito e moglie.
Il racconto è in rima persona ed è un incastro di due voci, quella del narratore, che va alla ricerca di informazioni sul Circo Brandt, è quella dell'unico testimone che trova il coraggio di parlare di ciò che avviene sotto il suo tendone. Ombre, inganni e sotterfugi attraversano la breve storia. L'atmosfera gotica del racconto è palpabile a ogni pagina, ma la parte più inquietante è riservata per il finale, un piccolo colpo di teatro in qualche modo intuibile per gli appassionati del genere, ma non per questo meno "gustoso".

domenica 2 agosto 2026

Topolino #3688: Di maschere e altri misteri


Si conclude L'isola dei cvolti nascosti di Bruno Enna e Lorenzo Pastrovicchio. L'episodio si rivela la degna conclusione di una vicenda avvincente che riposrta in scena uno degli storici avversari di Topolino. La trama bondiana, forse addirittura castyana considerando l'avversario, si conclude in una maniera che appare un po' sbrigativa, quasi casuale, ma ha nel complesso il pregio di mettere Topolino in profonda difficoltà, in particolare nei confronti di Basettoni. Ho trovato, però, che non abbia completamente ottenuto il risultato voluto ed esplicitato in una battuta di Topolino:

"Il suo obiettivo è sempre stato quello di coinvolgermi emotivamente!"

Onestamente non ho percepito nulla di tutto ciò. Da questo punto di vista altre saghe enniane sono riuscite maggiormente nell'intento.
Il numero, infine, si chiude con Rivelazioni, nuovo episodio de Il corsaro, la serie che segue le vicende per mare del giovane Malcolm de' Paperoni. Vito Stabile ed Emmanuele Baccinelli conducono Malcolm e l'equipaggio della Falcon Rover sulle tracce dell'esploratore Juan Ponce de Leon e della sua ricerca della mitica fonte della giovinezza, che sarebbe stata ritrovata, secoli dopo, dal più famoso degli antenati di Malcolm, Paperone nella barksiana "La fonte della.giocinezza".
La storia, però, approfondisce alcune caeatteristiche di Malcolm. Stabile avvicina, un passo alla volta, l'avo di Paperone a quest'ultimo: d'altra parte, come ben noto dalla barksiana Il tesoro della regina, Paperone e' la reincarnazione di Malcolm stesso, e dunque i due personaggi tenderanno a sovrapporsi. E Stabile, qui, non solo lo dota di alcune caratteristiche tipiche del suo discendente, come il fiuto per l'oro o l'abilità di nuotare tra le monete, ma anche di un amore perduto.
La sroria presenta anche un elemento squisitamente barksiano che in qualche modo sembra rimandare agli urlatori del Tanganika protagonisti de La cassaforte di cristallo.
La saga, poi, guadagna anche un nuovo personaggio, Hugo Folaga, che probabilmente è uno degli antenati di Gertude Folaga, madre di Elvira e Casey Coot.
I viaggi di Malcolm sono ancora ben lontani dal concludersi e sarà molto interessante scoprire le sue future avventure.

sabato 1 agosto 2026

Absolute Batman: Lo zoo


Con la pubblicazione dei primi volumi dell'Absolute Universe, vale la pena tornare su queste particolari versioni dei supereroi DC Comics iniziando dal Batman di Scott Snyder e Nick Dragotta.

Snyder, il deus ex-machina dell'Absolute Universe, ritorna quindi sul Cavaliere Oscuro raccontando una versione muscolare, ma al tempo stesso in qualche modo operaia del suo mito.
Bruce Wayne, infatti, è il figlio geniale di un insegnate e una assistente sociale. Perde il padre nel corso di uno dei tipici attacchi di un folle armato mentre con la sua classe è in visita allo zoo di Ghotam. Il padre, con un gesto di eroismo, protegge Bruce e i suoi compagni di classe da Joe Chill, con Snyder che quindi mantiene l'identità dell'assassino dei genitori di Bruce nell'universo regolare.
Questa versione di Bruce perde, dunque, alcuni degli attributi tipici del personaggio cui siamo abituati, come il suo essere donnaioloo, appunto, o le disponibilità economiche, ma a differenza del suo "omologo" non nasconde la sua intelligenza. Brillante in qualsiasi studio intrepreso, alla fine diventa ingegnere civile e contribuisce durante il giorno a costruire e mantenere "in forma" la sia città. L'amore per Ghotam e i suoi abitanti è un elemento forte e caratteristico del Bruce originale che Snyder mantiene anche in questa versione Absolute, e che aveva caratterizzato anche il Batman realizzato insiene con Greg Capullo.
Abile anche come hacker, cosa che gli permette di ottenere le informazioni necessarie per pianificare i suoi interventi, ha un gruppo di amici fidati: Harvey Dent, Oswald Cobblepot, Waylon Jones e, soprattutto, Edward Nigma, che in qualche modo diventa il suo personale Archimede Pitagorico, in un rapporto in qualche modo paragonabile a quello che ha quest'ultimo con Paperinik. Sono, comunque, convinto che Harvey rivestirà un ruolo centrale in futuro.
È interessante, a ogni modo, osservare come Snyder, di tutti i nemici di Batman, in questo inizio abbia portato alcuni dei più significativi proprio dalla parte di Bruce. Se Killer Crock sta subendo una trasformazione caratteriale in quest'ultimo periodo con l'arrivo di Matt Fraction su Batman, Dent, prima di diventare Due Facce, era effettivamente un alleato di Batman all'inizio. Snyder, però, recupera anche il rapporto di rispetto che si era creato tra Batman e l'Enigmista nel corso di Hush di Jeph Loeb e Jim Lee, rendendolo in questa versione Absolute ancora più stretto. Inoltre ne sottolinea la grande intelligenza quando, dopo che Bruce confessa ai suoi amici di essere Batman, afferma di averlo capito quasi da subito, proprio come l'Enigmista di Hush.
Da questo gruppo sono stati esclusi il Joker, che promette di essere il prossimo avversario di Batman, e Maschera Nera, ovvero Roman Sionis, a capo della gang dei Party Animals, un gruppo di disadattati che commettono crimini apparentemente gratuiti indossando maschere di animali, mostrando dunque una forte influenza di Grant Morrison nella costruzione di una storia che solo superficialmente appare milleriana.
Sionis, infatti, sembra uscito dalle pagine di Invisibles e riveste in questa prima saga lo stesso ruolo di Due Facce ne Il lungo Halloween: colui che spazza via la vecchia criminalità mafiosa dei Falcone per prenderne il posto. Risulta un personaggio di grande cultura e intelligenza, profondamente amorale e anche fisicamente pericoloso. Un avversario ideale per questa prima saga dell'Absolute Batman.
Quest'ultimo è un eroe muscolare, dal fisico scolpito e ben allenato, che non ha paura di usare la violenza e di prendere in mano la sua arma identificativa, che è anche nel logo dellatestata: l'ascia. Come il Batman originale, però, non uccide, cosa che andrebbe contro il dramma delle origini che lo ha ispirato per la sua crociata contro il crimine.
Ad assisterlo ritroviamo Alfred Pennyworth, che in questo caso ritrova il suo ruolo di spia, svolto in gioventù nell'universo originale, e giunto a Gotham per tenere sotto controllo proprio Sionis e la sua gang. Il rapporto tra i due non è esattamente idilliaco, ma scommetto che migliorerà con le storie successive.
A dare un'atmosfera caratteristica alle storie, e contribuire al successo della testata, c'è anche Dragotta. Noto soprattutto per East of West di Jonhatan Hickman, esibisce il suo tipico tratto cartoonesco, che però risulta particolarmente efficace nel dare profondità ed espressività ai volti dei personaggi. Inoltre la sua capacità di spingere le deformazioni cinetich già mostrata inEast of West risulta ottima anche in Absolute Batman, in particolare quando mostra Batman in azione, soprattutto quando quest'ultimo utilizza il suo mantello che riprende per caratteristiche morfologiche le ali dei pipistrelli.
Ad affiacncare Dragotta troviamo Gabriel Hernández Walta al cui tratto più realistico viene affidato il quarto episodio, un lungo flashback sul rapporto mdi Bruce xon l'assassino del padre mescolato con i primi tentativi di essere Batman. Alla fine anche questa scelta risulta piuttosto efficace, poiché Walta riprende in molte vignette delle atmosfere quasi vintage che, nonostante la tecnologia avanzata, fanno pensare proprio al Batman delle origini.

Un esordio innovativo, che ha travolto, per quel che è possibile, l'attuale mercato supereroistico mainstream statunitense, dando una nuova visione del personaggio che al tempo stesso risulta più innovativa, ma perfettamente in linea con le caratteristiche essenziali di Batman.
Ora è tempo di salutarci e dare appuntamento al prossimo volume Absolute, quello dedicato a Superman.

venerdì 31 luglio 2026

Girl from the other side: un addendum

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Dopo la conclusione della storia principale, J-Pop ha portato in Italia anche Siul, a run, un tankobon che raccoglie 6 capitoli aggiuntivi e una breve storia bonus che approfondisce alcuni aspetti della vita di Shiva e del Maestro nel corso della loro permanenza nella casa della nonna di Shiva.
Raccontata da Nagabe con la delicatezza già mostrata nelle sue altre opere, mostra da un lato il rapporto tra Shiva e la nonna attraverso alcuni flashback, in particolare per raccontare la nascita della passione della bambina per il disegno. Dall'altra scene di vita quotidiana, come giocare sulla neve, raccogliere le mele, provare a restare in piedi la notte per aiutare il Maestro nei suoi esperimenti.
Una delicata aggiunta che arricchisce la storia originale e, anche solo per un ultimo volumetto, ci fa ritrovare due personaggi molto amati.

Oviedo, l'eclissi di Sole e la consolazione di Fernando Alonso

Con la Formula 1 che si è presa una pausa di un mese, i piloti possono ricaricarsi, e magari ritrovare quella carica che, per un motivo o per l'altro, in questa stagione non riescono a ottenere. Tra questi c'è sicuramente Fernando Alonso, che non ha avuto molte soddisfazioni dalla Aston Martin di Adrian Newey. Così si è dovuto consolare con il titolo di campione del mondo di calcio ottenuto dalla Spagna. E magari riuscirà anche a ottenere quella carica in più grazie all'eclissi di Sole del 12 agosto 2026, che presenteremo su EduINAF con una delle ormai classiche dirette de Il cielo in salotto. Il motivo è molto semplice ed è spiegato in questo passaggio tratto da Il piccolo libro delle eclissi di Marco Bastoni che ho recensito proprio su EduINAF:
Rimanendo sulla velocità al suolo dell'ombra lunare, sulla mappa di Figura 4.3 fate caso alla durata della totalità su Oviedo (in alto vicino alla costa settentrionale della Spagna), in cui la durata è di 1 minuto e 48 secondi, e confrontatela con la costa a metà strada fra Castello e Tarragona (sulla costa mediterranea): qui l'eclisse dura 1 minuto e 38 secondi, cioè 10 secondi in meno, e questo perché la sfericità della Terra fra i due punti gioca un ruolo cruciale per la velocità di scorrimento dell'ombra lunare.
Oviedo è la città natale di Alonso, come sanno tutti gli appassionati di Formula 1, mentre la Figura 4.3 la trovate qui sotto ed è presa da Eclipse Atlas.
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giovedì 30 luglio 2026

Paralipomeni di Alice: La cena dei figli

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E' venuto il momento di fornire la soluzione del rompicapo con cui si conclude A tangled tale di Lewis Carroll e che vi avevo raccontato nella precedente puntata dei Rompicapi di Alice.
Dei tre figli di cui bisogna determinare l'età, sappiamo che uno a 21 anni, visto che è per festeggiare la sua maggiore età che si svolge la cena. Inoltre abbiamo alcune informazioni aggiuntive. Innanzitutto quando questa tradizione delle cene venne inaugurata, l'età di due dei figli era ugale a quella del terzo, quindi qualcosa del tipo

Callicore, testimone del passato

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Il pixel bianco al centro è Callicore
ritratta da Hubble il 30 novembre 2025 - via commons
Callicore è una figura minore della mitologia greca. Meglio nota come una delle nisiadi, le ninfe che, secondo il poema epico Le dionisiache di Nonno di Panopoli, avrebbero allattato Dionisio, secondo altre fonti è, invece, una delle muse, e dunque figlia di Zeus. Essendo Zeus, nella tradizione romana, identificato con Giove, quando il 6 febbraio del 2003 l'astronomo Scott Sheppard scoprì un nuovo satellite intorno al pianeta Giove, decise di chiamarlo proprio Callicore, seguendo dunque quest'ultima tradizione mitologica.
Callicore è un oggetto leggermente allungato (vedremo più sotto di quanto) con un diametro medio di poco meno di 4 km. La sua orbita intorno a Giove è di tipo retrogado, ovvero la direzione risulta opposta alla rotazione del pianeta. Si ritiene che Callicore faccia parte di un gruppo di lune di Giove detto gruppo di Carme (Carme, nella mitologia, era una delle tante amanti di Zeus) che sarebbero i resti di un asteroide o di un oggetto transnettuniano catturato da Giove e successivamente distrutto da una qualche collisione alcuni miliardi di anni fa.
Studiare Callicorfe, dunque, sarebbe piuttosto utile per capire ulteriori dettagli sul processo di formazione del sistema solare, e in effetti la missione JUICE (Jupiter Icy Moons Explorer) dell'ESA, lanciata il 14 aprile del 2023, dovrebbe passare dalle parti di Callicore il 7 ottobre del 2031.
Per poter pianificare nel modo migliore possibile il flyby intorno a Callicore, però, bisogna conoscerne il più precisamente possibile la posizione, cosa che era piuttosto complicato fare a causa dell'alta incertezza.

lunedì 27 luglio 2026

La (poca) epica di Supergirl


Finalmente mi metto a scrivere "due righe" sul film Supergirl di Craig Gillespie con Milly Alcock. Scritto da Ana Nigueira con piglio molto femminista, è basato per larga parte sulla miniserie Th woman of tomorrow di Tom King e Bilquis Evely.
La trama principale del film è, infatti, sostanzialmente la stessa: una ragazza di un pianeta lontano lontano vede i suoi genitori uccisi da uno spietato predone delle stelle. In cerca di vendetta si unisce a Supergirl, che invece si vede costretta a inseguire il predone per recuperare l'antidoto a un veleno con cui Krypto è stato colpito.
Al netto delle variazioni sul fumetto, come la presenza di Lobo, interpretato da Jason Momoa (in effetti Lobo era previsto in una prima versione della miniserie di King), molti degli elementi cardine della storia restano ancora validi e sono ben portati sullo schermo sia dalla Alcock sia da Eve Ridley che interpreta Ruthye, la ragazzina che ha visto sterminare la sua famiglia. A mancare, però, sono due elementi che attraversano il fumetto: il senso del viaggio e l'epica.
Ruthye e Supergirl fanno tappa su diversi pianeti, nel corso dei quali approfondiscono la loro conoscenza e stringono un forte legame una con l'altra. La compressione del viaggio fatta nella pellicola, però, non permette di empatizzare con nessuna delle due e di fatto toglie pathos alle scene finali con il drammatico confronto con Krem (a tal proposito non mi è per nulla piaciuta la scelta di cambiare così tanto il finale del fumetto di King).
Inoltre vengono un po' svilite le scene che nel fumetto originale assumono una forte epicità, come il salvataggio dell'autobus intergalattico mostrato in maniera forse troppo realistica nel film rispetto alla versione immaginifica di Ruthye splendidamente rappresentata dal tratto elegante di Evely.
Per contro, però, molto apprezzate le atmosfere alla Guida galattica proprio in questa prima parte del viaggio. Altro elemento della sceneggiatura che colpisce positivamente è come Supergirl si ritrova a lottare per la libertà delle donne dal giogo dei predoni spaziali, e non solo per il dinamismo di molte scene, ma proprio per il messaggio dietro questa scelta, un invito a reagire contro i soprusi patriarcali. In questo senso Lobo è sembrato un po' fuori luogo, e forse concentrarsi di più su Supergirl avrebbe giovato un po' di più alla pellicola nel suo complesso.
Alla fine un film non epocale, ma certamente gradevole e divertente.

domenica 26 luglio 2026

Topolino #3687: L'ultimo mito di Roberto Gagnor


Come ormai si sa da alcuni mesi, il direttore di Topolino Alex Bertani ha deciso di non accettare più alcuna storia proposta da Roberto Gagnor. Erano però rimaste un paio di storie già concluse da pubblicare. Tra queste Paperorfeo e il temibile viaggio commerciale, appartenente alla serie Che miro! e disegnata dal sempre ottimo Alessandro Perina.
Diventata l'ultima (per ora, si spera) storia di Gagnor per Ropolino, è una divertente e per certi versi fuori di testa reinterpretazione del mito di Orfeo ed Euridice dove quelle che ho spesso definito gagnorate e che non ho sempre apprezzato nelle parodie mitologiche, risultano qui molto efficaci e divertenti.
D'altra parte il mito originale, raccontato da Francesco Vacca nell'articolo che segue la storia, prevede una discesa negli inferi da parte del poeta e musico dell'antichità, interpretwto da Paperino, per riportare in vita la sua amata Euridice, interpretata da Paperina, morta a causa del morso di un serpente. Per cui la chiave trovata da Gagnor per parodiare il mito, parodiando al tempo stesso il mondo dello spettacolo, risulta una scelta decisamente ottima. Tra l'altro, da alcune citazioni presenti nella storia, è possibile che sia stata scritta più o meno in contemporanea con la storia dello stesso Gagnor uscita nel numero dedicato a Max Pezzali.

Come una escape room

Il numero, però, si apre con il secondo episodio de L'isola dei volti nascosti, nelle cui pagine iniziali Bruno Enna e Lorenzo Pastrovicchio in qualche modo confermano al lettore, anche se non esplicitamente, le identità di quasi tutte le altre quattro maschere viste all'opera nel numero scorso.
Di queste, solo una viene confermata, ma concentrandosi sullaparte centrale dell'episodio, diventa evidente l'influenza di Knives Out sulla storia, con la ricca miliardaria eccentrica Miss Terry che organizza una specie di caccia al tesoro per gli invitati alla sua isola, che si trasforma alla fine in una specie di escape room.
Nel frattempo Enigm e Minni, a Topolinia, iniziano a unire le forze per dare una mani da lontano a Topolino.
Oltre a questo intrigante secondo episodio, a sommario spicca anche Il doblone in più di Francesco Testi e Giampaolo Soldati, storia che iniza con la classica rivalità tra Paperone e Rockerduck, che si trasforma in una caccia al tesoro e che si conclude in maniera per una volta positiva anche per il nostro Paperino!

giovedì 23 luglio 2026

La fisica delle pecore

Una delle barzellete più note nel mondo della fisica, cui alcuni anni fa dedicò una vignetta l'oggi chiuso Abstruse Goose (la trovate su Alchetron) è dedicata alle mucche sferiche e di fatto è una metafora per raccontare come in certi ambiti, in particolare della fisica, si tende a una eccessiva semplificazione (oltre che alla forma mentis propria di molti fisici del voler approssimare tutto a qualcosa che abbia una simmetria sferica!).
Tale barzelletta si perde nella notte dei tempi accademici moderni: l'ecologo John Harte, nella prefazione del suo libro del 1985 dal significativo titolo di Consider a spherical cow, ricorda come la udì per la prima volta nel 1965 mentre era un laureando. La prima (o comunque una delle prime) testimonianza scritta relativa a questa battuta risale al 1970 un articolo di Arthur Williams Jr..
Da allora, però, i fisici hanno fatto passi da gigante e hanno capito che non sempre approssimare una mucca a una sfera è l'approccio pottimale per risolvere un problema, in particolare uno complesso, come appunto la dinamica di un gregge di pecore. Che però, per assurdo, può essere compresa se consideriamo le pecore... puntiformi!
Prima di arrivare a questo punto, però, permettetemi di partire dagli uccelli.